Acquista Verdelegno
in legno di pino

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in download digitale

Verdelegno by Ancher

L'Airone

This video was made by ourself, our baltic tour manager Ginevra and our best "escort" Stefano.
In this beautiful Lithuanian forest, with birds and without any type of pollution
we had great time to sing how much is bad polluted our italian flat land...
Poor heron, is trying to help the farmer to see them horizons, without so much wish
because of the concrete jungle.

11/11/2012 One year of Verdelegno

Last 11th November 2011 our first debut album was released.
Happy autumnal Verdelegno listening...greenwoods!
Thank you all to have listen it...and to listen it again... http://soundcloud.com/anchermusichen/sets/set-title
Happy releaseday!!!

Ninna Nora

Second Video from Ancher's debut album "Verdelegno" (Manzanilla/Audioglobe 2011)
Directed by Ludovico Chincarini and Alessandro Ambroggi
Produced by Ancher
2012

www.ancher.it
www.facebook.com/ancherband

Special Thanks to: Ludovico Chincarini, Alessandro Ambroggi, Anita Poltronieri, Elisa Zambelli, Christian Frigo, Karma Gava, Tommaso Deboni, Stefano Saccomani, Andrea La Cagnina, Michele Nicoli, Giovanna Ambroggi.

Vieni Su

This Ancher's video is (hand)made by the help of all contributors at Onirica Lab-workshop (held at Interzona in March 2012); we taught to inspired volunteers how to animate old vintage film slides, using our crafty and low cost technique. Thanks for joining, painting, creating and sharing our inspiration to: Aldo, Andrea, Camilla, Chiara, Silvia, Francesca, Nicoletta, Marta, Alice, Elisa, Davide, Laura... and all the other animation-makers.

www.ancher.it

Ancher - Toracebrace

First video from Ancher's debut Album "Verdelegno".
The band realized the video by itsef, creating a stop-motion animation of some vintage reversal films (slides).
2011
www.ancher.it

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Dall'Album "Verdelegno" (Manzanilla/Audioglobe 2011)

Il video è stato concepito e realizzato interamente dagli Ancher, nella casa/laboratorio che ha dato e tuttora dà vita alla produzione artigianale dei dischi di legno. Il materiale di partenza è una selezione di diapositive di famiglia, scattate tra gli anni '60 e '80, riguardanti per lo più scenari naturali - montagne nostrane (Dolomiti) e ghiacci/ghiacciai islandesi - deformati, dilatati, ri-dipinti, proiettati, oscurati, bagnati, colati, soffiati…
Spesso i sogni spariscono con il risveglio mattutino, e ci rimane l'amara sensazione d'aver perso colorate suggestioni sfuggite via con la notte: Toracebrace è il tentativo di fissarne il ricordo, seguendo la struttura irregolare e non-lineare tipica dei sogni.

The craft laboratory

A fisheye is watching the album cover's making of...back in the backstage.

Live frames @ Oste Discreto

A little piece of the intimate "Discreet Host" concert, from (the already distant) 1st October 2011.
Thank you Shama to send us these nice shoots.

ANCHER - Artigianato Verdelegno

Making of the Album's wooden artwork ("Verdelegno") by italian band Ancher.

http://www.ancher.it
https://www.facebook.com/​ancherband


"Verdelegno" was released on 11/11/2011 (Manzanilla Musica e Dischi/Audioglobe)
http://www.manzanilla.it
http://www.audioglobe.it

Video realised by the filmaker Ludovico Chincarini on September 2011 in Verona.

The music of this video is an extract from the song "Ferma Foglia", 7th track of "Verdelegno".

Thanks to Cristian Frigo for the equipment and to Ludovico Chincarini for his beatiful work.

Streaming of the album here:
http://manzanillamusicadischi.bandcamp.com/album/verdelegno
http://soundcloud.com/anchermusichen/sets

ANCHER - VERDELEGNO Teaser - 2011

Teaser of "Verdelegno", the first album by the Italian band Ancher, released on 11/11/2011 by the record label Manzanilla Musica & Dischi and distributed by Audioglobe.

http://www.ancher.it
https://www.facebook.com/ancherband

http://www.manzanilla.it
http://www.audioglobe.it

Stop motion photos by Filippo Brugnoli.
http://www.flickr.com/photos/pippobear

artificio d'Islanda

Fireworks at Ulivi's Roof




Indice delle Recensioni

Recensione "Music zoom"
Recensione "Indie-eye"
Recensione "Shiver"
Recensione "Mescalina"
Recensione "Muromag"
Recensione "Radio Bombay"
Recensione "Rockit"
Recensione "Il Fatto Quotidiano"
Recensione "Rockerilla"
Recensione "Blow Up"
Recensione "La Repubblica"
Recensione "Buscadero"
Recensione "Sentireascoltare"
Recensione "L'Unità"
Recensione "Mucchio Selvaggio"
Recensione "Raro"
Recensione "Ondalternativa"
Recensione "Nerdsattack"

LIVE:

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2013

- Sab 4 Maggio @ Chiesa di S.Pietro Martire (VR) - Mostra fotografica di Andrea Nuvoloni

- Ven 26 Aprile @ Pop Corn (Marghera) - selezioni finali Arezzo Wave

- Ven. 22 Marzo @ Pop Corn (Marghera) - Selezioni Arezzo Wave 2013 

2012

- Merc. 28 Novembre @ Diagonal Loft Club (Forlì)

- Ven. 16 Novembre @ Galeter, Borgosotto (Montichiari, BS)

- Sab.15 Settembre @ Casetta Lou Fai (VR) + Grimoon

- Dom. 29 Luglio @ Festa Nazionale del Turismo (Abano Terme, PD) 

- Merc 18 Luglio @ Bluradioveneto (PD)

- Ven. 13 Luglio @ Verona Folk (Nogara, VR)

- Giov. 5 Luglio @ Bugs Festival - osteria ai Porteghetti (VR)

- 13 - 30 Giugno = Baltic Tour (Estonia-Lettonia-Lituania)

- Lun. 4 Giugno  live @ Radio Sherwood (PD)

- Dom. 6 Maggio @ The White Rabbit (Legnago) w/  C+C= Maxigross

- Sab. 5 Maggio @ “Il Fiume che non c’è”, Trento

- Dom. 29 Aprile @ Voglio andare a vivere in campagna, Festival etichette indipendenti (Sommacampagna, Vr)

- Sab. 28 Aprile @ Giovane Italia (Parma)

- Dom. 1 Aprile @ Arci Chinaski (Sermide, MN)

- Sab. 31 Marzo @ Circolo AurOra (Ora, BZ) + Cleo T. (FR)

- Sab. 24 Marzo @ Interzona (Vr) + AKRON/FAMILY con Kid Millions (Oneida)

- Dom. 18 Marzo @ Puntrocroce (Venezia)

- Merc. 22 Febbraio @ Carichi Sospesi (Padova)

- Ven. 6 Gennaio @ Il Binocolo Rosso (Vr)

2011

- Ven. 23 Dicembre @ Rivamancina (Verona)

- Ven. 25 Novembre @ Mela di Newton (Padova)

- Ven. 11 Novembre @ Emporio Malkovich (Album Release)

- Mar. 8 Novembre @ Fnac Verona (Showcase/presentazione disco)

- Sab. 15 Ottobre @ Circolo Enel (Verona) (+Lava Lava Love)

- Dom. 02 Ottobre @ Piazza Isolo (Verona) - “Naturalmente Verona” 

- Sab. 01 Ottobre @ Oste Discreto (Verona) 

- Mer. 28 Settembre @ Giovane Italia (Parma) - Sab. 2 Luglio @ Roots Corte Radisi (Verona)

- Dom. 11 Settembre @ Venetian Industries Festival (Mestre)

- Dom. 21 Agosto @ La Caruana (Inzago, MI)




INTERVISTE:


- Radio Sherwoodhttp://www.sherwood.it/articolo/1766/alta-fedelta-del-4-giugno-2012 


- Radio RAI 1 (Stereonotte): [in cerca di una registrazione…]


- Blu Radio Veneto : http://bluradioveneto.it/eventi-news/ancher 


- Radio Ara : http://soundcloud.com/ancherextra/intervista_radio_ara 


- Radio Onda D’Urto : http://baraonda.radiondadurto.org/files/2012/03/ANCHER_26-0312.mp3 


- Rumore (Gennaio 2012):


http://www.radiobombay.it/bombay/?p=4149 

 

- FuoriAulaNetwork

http://fuoriaulanetwork.com/podcast/ancher-live-nei-nostri-studi/ 

   

- Radio Nunc:

http://www.radionunc.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14:intervista-agli-ancher&catid=2&Itemid=104




Recensione "Music zoom"

Da “musicZoom.it” (27 Gennaio 2012):

Dentro uno splendido artwork realizzato totalmente in legno di pino austriaco, confezione artigianale, marchiato a fuoco sul fronte e ad inchiostro sul retro a rendere unica ogni copia, si cela il debutto della band dei veronesi Giulio Deboni, Tobia Poltronieri e Zeno Baldi. Registrato da Francesco Ambrosini coadiuvato da Ettore Magliano, Verdelegno è un susseguirsi di pezzi pop dal tono acquatico, dovuto alle timbriche e agli arpeggi delicati come raggi solari all’ora del tramonto. Dotato di epica da post-rock fortemente caratterizzata da accenti da forma canzone, il disco si srotola piacevole e costantemente in crescita, quasi come se ogni pezzo consistesse in una delle tappe dell’evoluzione del gruppo. A tratti ricordano i Perturbazione (il tropicalismo di Toracebrace, il pop tout court di Oliva, l’intimità di Tiglio) per quanto l’estetica e la forma siano piuttosto personali, nonostante i riferimenti di genere, ma proprio nel modo con cui gli Ancher li padroneggiano. Dolceamara svagatezza primaverile Ho Prugne Nella Testa, la malinconia e lo spleen s’impadroniscono della scena con Vieni Su, infranti però nello splendido ritornello, mentre è quasi catartica l’esplosione elettrica in coda a Sai E’ Da quando, liberatoria e apripista per il futuro prossimo, così come nel pezzo finale, Gnao, ambient/trance estatico con duello tra synth e organo. Sorprendente. 

Giampaolo Cristofaro

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Recensione "Indie-eye"

Da “Indie-eye.it” (19 Gennaio 2012):

Verdelegno è il debutto discografico del trio veneto Ancher, uno slancio creativo che catapulta i cinque sensi in lande sperdute fatte di suoni e ambienti fatati. La natura la fa da padrona in queste dieci sospensioni incastonate in un packaging di vero legno, una scelta che vuol marcare l’indole verista che trasuda dal progetto di questi tre musicisti veronesi. Musicalmente raffinato dai tratti post rock, Verdelegno, offre una trama sonica variegata, a tratti elaborata, con spunti interessanti e originali. Se l’intelaiatura rimane grezza e di matrice undeground, le sfumature di questo full lenght presentano, senza mezze misure, ispirazioni che si allontanano dal proprio panorama tirato e distorto, confezionando tracce che lasciano spazio ad esplorazioni strumentali dinamiche ed originali. Ci si lascia facilmente cullare dai tratti dolci e distesi di Ferma Foglia e Toracebrace, le quali aprono le danze ad un sospiro più cantautorale che trova l’appoggio più incline in Ninna Nora ed E’ Arrivato Accordatore, due tracce che si contrappongono alle più acidule e viscerali, Sai è da quando e Gnao, una ending track strumentale, aspra nei toni, e fortemente suggestiva. Una scaletta che gli Ancher devono aver modulato con criterio visto che alterna una buona dose di spontaneità ad una raffinatezza sonica che avvolge l’insieme e lo arricchisce, donando all’intero fatturato un alone fiabesco. Gli incastri melodici indovinati sottolineano un apparato testuale in linea con le sfumature naturaliste e incantate delle musiche. Un binomio che sfocia in filastrocche intense e per nulla scontate, capaci sì di alleggerire l’ascolto, ma soprattutto di enfatizzare il fine di questo disco. Leggero ma allo stesso tempo di grande impatto, Verdelegno, si mostra nella sua facciata migliore come un lungo e sospirato cammino in radure inesplorate, un passaggio delizioso ed elegante, un cofanetto, “naturalmente”, da non farsi mancare. 

Paolo Pavone

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Recensione "Shiver"

Da “Shiverwebzine.com” (16 Gennaio 2012):

Stesi su un prato, ma anche il divano andrà bene. Un raggio di sole che vi arriva sul viso. Silenzio tutto intorno. Ecco, ora potete ascoltare Verdelegno, album di debutto degli Ancher. L’immaginario del trio veneto è ricco di natura: foglie, frutti, il crepitio della legna camino, le montagne. Tutti gli elementi compaiono, citati nelle parole o come “rumore” di fondo che accompagna gli strumenti convenzionali. Si respira un’aria antica, quasi mistica, all’interno di Verdelegno. Il viaggio inizia strumentale, non lontano da quei lidi post rock che la band cita come influenze primarie. Poi però compaiono le voci, stratificate e familiari. Il Nord Europa ha fatto parte della vita dei tre ragazzi e si sente dalle melodie. Il suono è ricco di strumenti, elegante ma non oppressivo, anzi, provoca un senso di leggerezza. Le parole spesso si inseguono con le voci divenendo filastrocche come in “Toracebrace” e “Ferma Foglia”. Altre volte la forma canzone torna in auge quasi fossero brani d’altri tempi, una su tutte ”Ho prugne nella testa”, che però si ancora al presente con un’immagine poetica ma iperrealista “noi due tra gli alberi dell’Ikea”. Come pure “Ninna Nora”, in cui tutto il testo utilizza le forze atmosferiche per narrare una storia (d’amore?). L’esplorazione di un mondo fantastico, creato da suggestioni sottili ma articolate, termina con “Gnao”, altra traccia strumentale che però appare slegata dal discorso intrapreso dalla band. Troppo asettica. Un brusco risveglio. Il sole scompare all’improvviso lasciandoci al buio, dobbiamo riabituare gli occhi all’ombra.  

Amanda Sirtori

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Recensione "Mescalina"

Da “Mescalina.it” (05 Gennaio 2012):

Una luce languida che sa cullare gli ascoltatori, adagiandoli su trame vocali da sunshine pop, nonché tessiture di chitarre morbide e archi pizzicati; la bellezza, la poesia della vita e il respiro della natura catturati in atmosfere sognanti ed estatiche, che permettono di vedere sentimenti sfumati e delicati ad occhi chiusi, ma sanno anche accendersi in crescendo crepitanti e grandiose chitarre brucianti (l’ottima Sai è da quando); una lieve ballabilità di chitarre acustiche e inserti di fiati (Toracebrace) che accelera arrangiamenti sempre ariosi di echi. Questi sono i fulcri attorno a cui ruota il primo album del trio veronese degli Ancher (Zeno Baldi, Giulio Deboni, Tobia Poltronieri), che si muove con nonchalance, grazie e originalità tra new acoustic nordico e post-rock in odore di Sigur Rós, così come si è spostato fisicamente dall’Italia all’Austria e l’Islanda. Il trio inoltre si avventura tra sperimentazioni elettroniche (che orchestrano sapientemente le onde emozionali degli ascoltatori, catturati da un gorgo di suspence, nella conclusiva Gnao) e ritmi cangianti che rilassano, agitano e accolgono, code strumentali e seduzioni brasiliane, che sono un colore del ritmo, mai un’invasione carnevalesca di quella luminosità equilibrata e tersa che caratterizza la musica degli Ancher. Quest’ultima peculiarità si verifica in Ferma foglia, che assomma languori di chitarre, fiati di grande eleganza e un’impronta di classe cantautorale. In un disco che ha richiesto pazienza e cura nell’arrangiamento, anche le parole sono intessute come fili d’oro: sono intrecci di metafore oniriche, incanti di colori, sospiri visionari ad evocare, far muovere e danzare leggeri pensieri e stati d’animo (v. lo splendore fiabesco di Vieni su). L’anima soavemente folk del trio prende infatti vesti fatate di parole di rara preziosità e di una musica di valore “artigianale” come l’artwork in legno di pino austriaco, per quanto appare coccolata e levigata per suscitare garbatamente e discretamente un sentimento di dolce e stupita meraviglia con una solarità jazzata retrò (Oliva) e una più frequente lentezza arpeggiata, nutrita di radi tocchi di piano, che rammenta ora i Radiohead più acustici, ora le interpretazioni del Marco Parente più placido o del Niccolò Fabi più lirico. Che disco! Ed è un esordio…  

Ambrosia J.S. Imbornone

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Recensione "Muromag"

Da “Muromag.com” (2 Dicembre 2011):

Da Verona 10 brani , 42 minuti che scivolano via. Un ottimo disco cantautorale , tra il post rock e lo sperimentale acustico ; non conoscevo questo gruppo direttamente da Verona, gli Ancher presentano un lavoro ben confezionato nella sua durata e nella sua scelta musicale , un progetto musicale il loro che parte nel 2005 e che vede già un precedente album all’attivo nel 2006 . Sono 10 tracce , dura 42 minuti , andando contro la tendenza di scrivere pezzi fugaci , ti parlano lungo questo “Verdelegno” figlio di una voglia comunicare non indifferente . C’è tutto qui dentro, dall’amore alla spensieratezza e nonostante tutto la base , la musica è perfetta; un compito assolutamente ben fatto , anche chi non ama il genere può avvicinarsi ad esso e trovare punti in comune per un gruppo che è riuscito a prendere ciò che serviva dalla propria conoscenza musicale e al tempo stesso è riuscito a crearsi una propria identità lungo questi 10 brani. Il tutto , nonostante la durata di tracce anche di 5-6 minuti scivola via tranquillamente e suona perfetto como sottofondo di una qualsiasi serata oppure come intenso ascolto notturno , insomma passa via senza dover mandare avanti o cambiare disco . Molto contento, per me è una buona notte, mentre per loro è un ottimo lavoro.  

Teo Filippo Cremonini

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Recensione "Radio Bombay"

Da “Radiobombay.it” (25 Novembre 2011):

Gli Ancher sono una band veronese che con “Verdelegno” ( Manzanilla Musicadischi ) arriva al debutto sulla lunga distanza. Il trio composto da Zeno Baldi, Giulio Deboni e Tobia Poltronieri, ha scelto un titolo quanto mai azzeccato per questo lavoro, visto che, durante l’ascolto, richiama spesso alla mente il verde delle colline, ed è articolato e forte proprio come il legno. Queste dieci tracce ( tra le quali una breve introduzione pressoché strumentale, “E’ arrivato accordatore”, e un brano di chiusura, “Gnao” ) sono memori di paesaggi naturali incontaminati, dove batterie leggere e tenui fanno da sfondo ad un tappeto di arpeggi delicati di chitarre elettroacustiche, su cui si stagliano linee vocali sussurrate ed oniriche. 
Rimandi a ritmi di chiara matrice sudamericana si intrecciano con i fiati, creando atmosfere autunnali, rilassanti, avvolgenti, malinconiche e psichedeliche, come in “Toracebrace” e “Ferma foglia”, forse i momenti più alti di un album già di per se qualitativamente ottimo. 
La band cura con attenzione sia i suoni, arricchiti dall’uso di strumenti poco convenzionali come banjo, theremin, segaccio musicale, flauto, flicorno ed archi ( “Ho prugne nella testa” ), sia le linee vocali, i cori ( “Ninna Nora” ). 
Peccato per l’unica nota stonata, la già citata “Gnao”, a chiusura del disco: una serie di campionamenti elettronici che lasciano abbastanza indifferenti e che risultano fuori luogo, discostandosi completamente da quelli che sono i suoni e gli umori del disco. 
Ma è un peccato veniale, in un bellissimo album che suona un po’ come una passeggiata in collina, in un pomeriggio d’autunno inoltrato, in attesa di gustarsi un intenso tramonto. 
Da segnalare che il disco è pubblicato in una confezione di legno di pino austriaco, marchiato a mano e prodotto manualmente dalla stessa band. 

Salvatore Schinello

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Recensione "Rockit"

Da “Rockit” (30 Novembre 2011):

“Verdelegno” parte con una marcia in più grazie all’affascinante artwork: un cofanetto in legno, inciso sulle due facce, alle cui venature è affidato il compito di rendere unica ogni copia. Un gruppo che fa un lavoro del genere dimostra già l’amore e l’attenzione che ha riversato nella sua opera. L’ambientazione è la landa ghiacciata d’Islanda, dove gli Ancher si sono recati per registrare, forse alla ricerca di quell’atmosfera alla Sigur Ròs che permea tutto il disco; e l’Italia si sente in quei brani che richiamano la coppia De Andrè/Fossati di “Anime salve”, come “Toracebrace”, quasi una danza popolare, o “Vieni su”, un richiamo nostalgico dai toni antichi. Alcuni hanno la capacità sinestetica della musica per film di costruire spazi, creare luoghi (“Tiglio”, “Sai è da quando”); tutti i brani sono curatissimi nei suoni, con arrangiamenti pieni, ma mai invasivi. La voce è un cantico lontano, i testi piccoli affreschi di sentimenti mai sentimentali, ricchi di immagini e immaginari. L’impalpabilità avvicina “Verdelegno” al post-rock, la tradizione l’allontana dall’ambient. Un bel disco, da ascoltare e da toccare, per sentire il contatto con la natura (della musica) sulle dita.  

Chiara Longo

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Recensione "Il Fatto Quotidiano"

 

Da “Il Fatto Quotidiano” (17 Novembre 2011):

 

Agli innamorati della stagione dell’autunno è dedicato questo delicatissimo disco pieno di indian summer, legno, muschio, rugiada e cieli limpidi. I tre veronesi Zeno Baldi, Giulio Deboni e Tobia Poltronieri hanno la sensibilità di sentire cadere una foglia sul terreno umido. Il loro esordio discografico è simbolicamente rappresentato dalla confezione del cd, un manufatto rigorosamente di legno di pino austriaco marchiato a mano: ogni pezzo è praticamente unico. Le voci ricordano Le Orme ma sanno trasformarsi in un crooner d’altri tempi quale era Bruno Martino. Se Dente vi ha fatto pensare e sorridere Verdelegno vi trafiggerà nella sua macchina del tempo verso lidi oggi inesistenti.

 

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Recensione "Rockerilla"

Da “Rockerilla” (Novembre 2011):

Legno di pino austriaco marchiato a fuoco ed a mano. Legno vero, eh, mica si fa per dire. E così, ancora prima di ascoltarli, ecco che i veronesi Ancher vincono il “premio curiosità” per questo disco il cui involucro è fatto con tutti i crismi dell’artigianato antico e col legno (per l’appunto) a dominare. Venendo alla musica, il trio propone un post-rock multistrato (e a tinte leggere), che a tratti affascina e a tratti disorienta per via dell’assenza di un’identità precisa. Non è un disco facile Verdelegno, e non è nemmeno immediato: per entrar ein sintonia con l’immaginario sonoro ci vogliono diversi ascolti e una buona dose di pazienza. Il cantato in italiano mette in mostra testi non banali e una band con una interessante proprietà di linguaggio. Vanno affinati meglio i contorni. 

Francesco Casuscelli

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Recensione "Blow Up"

 

Da “Blow Up” (Novembre 2011):

 

Trio davvero promettente questo dei veronesi Ancher, formato da Zeno Baldi, Giulio Deboni e Tobia Poltronieri, il cui primo album, se gli si lascia il giusto tempo per crescere, si fa largo tra la marea di dischi indie nostrani. “Verdelegno” mette in mostra un’azzeccata miscela di indie e folk, con una ricerca sui suoni e la composizione che fanno pensare a esperienze più sperimentali, che il contorno dei musicisti ospiti non fa che esaltare. Non si deve però pensare a dissonanze particolari o a canoni sbeffeggiati, perché la ricerca degli Ancher è molto più sottile e presta il fianco alla melodia sospesa ma ben scandita, e a un liricismo trasognato ma non privo di spessore. Si segnalano sugli altri pezzi come Toracebrace, coi suoi saliscendi vocali, gli spigoli smussati di Sai è da quando, la delicata Vieni su, le intermittenze elettroniche di Gnao e soprattutto Ho prgne nella testa, senz’altro il picco del disco, in cui parole e musica si specchiano e si riflettono in continuazione con gusto “pop” davvero invidiabile (7). 

Roberto Cannella

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Recensione "La Repubblica"

 

Da “La Repubblica” (23 Ottobre 2011):

 

Per comunicare meglio la loro purezza, i veronesi Ancher sono arrivati a concepire una copertina fatta di legno e propongono musiche che tra Sigur Ros e Fleet Foxes sognano una musica italiana che non esiste, ma di cui, con “Verdelegno”, gettano semi preziosi. 

 

Gino Castaldo

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Recensione "Buscadero"

 

Da “Buscadero” (Ottobre 2011):

 

Gli Ancher sono un giovane trio all’esordio. Il loro Verdelegno (Manzanilla) è un disco particolare fin dalla sua confezione artigianale, fatta di legno di pino austriaco, marchiata a mano copia per copia, a fuoco sul fronte, a inchiostro sul retro. Composte ed arrangiate tra Verona, Venezia, Graz e Reykjavik le dieci canzoni da cui è composto ci propongono le molte sfaccettature con cui i ragazzi vedono il folk, inteso nel senso più ampio del termine. Accade così che in Ninna Nora lo tingano di delicato melodismo pop, che Taracebrace accolga e faccia propria la lezione degli Animal Collective più pastorali, che l’ottima Ho prugne nella testa si proponga quale fulgido esempio di cantautorato intimista e dalle sfumature jazzate, che in Ferma Foglia appaiano dei ritmi che sanno di Brasile, che qui e là utilizzino con fare brillante le traiettorie del post-rock. Assai brillante è anche la chiusa di Gnao, loop elettronici e tanta libertà. Un gran bel lavoro in definitiva, forse ancora non del tutto focalizzato in ogni sua parte, ma che senz’altro merita attenzione ed il nostro plauso.

 

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Recensione "Sentireascoltare"

 

Da “Sentireascoltare” (Ottobre 2011):

 

Immaginario nordico Sigur Ros, un’indola naturalista rimarcata dai testi e da un packaging in vero legno, un mood invernale ed etereo chiamato a far salir brume e malinconie: per i veronesi Ancher, Verdelegno rappresenta il possibile aggiornamento del post-rock matrice del gruppo fin dai tempi delle prime autoproduzioni in qualcosa di decisamente più personale. Una formula ai limiti del jazz (il crescendo orchestrale di Ho prugne nella testa) che flirta con un tropicalismo easy (Ferma Foglia) e al tempo stesso abbozza qualche citazione cantautorale (Ninna Nora) su testi in italiano. Il tutto cesellato da ritorni elettrici (Sai è da quando) e madrigali (E’ arivato accordatore), melodia e crescendo vaporosi. 
Complessità e immediatezza trovano una curiosa via di mezzo in questo disco d’esordio, anche se l’impressione è che all’ascoltatore venga riservato soltanto il ruolo dell’osservatore passivo chiamato ad apprezzare le trame raffinatissime e la bravura del gruppo nel crearsi il proprio spazio estetico. Uno spazio ripiegato su sé stesso e alla ricerca della pennellata impeccabile, del colpo di teatro. In altre parole, il disco funziona e per certi versi stupisce davvero (anche grazie ad una strumentazione ricchissima che comprende banjo, theremin, flicorno, flauto, archi), pur faticando a creare qual senso di empatia che invece sarebbe legittimo attendersi. Chiamatelo, se volete, difetto.

 

Fabrizio Zampighi

 

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Recensione "L'Unità"

 

Recensione “L’Unità” (9 Ottobre 2011):  "Psichedelici Incontaminati"


La confezione è stupenda, in legno di pino austriaco. Ma anche il contenuto non delude. Disco strano per il debuttante trio veronese, alle prese con un folk psichedelico delicato e sperimentale, che ricorda i Sigur Ros e, negli impasti vocali, la lezione di Brian Wilson. Avvolgente e rilassante come un paesaggio di natura incontaminata.

 

D.P.

 

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Recensione "Mucchio Selvaggio"

 

Da: “Fuori dal Mucchio” (Ottobre 2011)

 

Tre anni fa gli Ancher, appena ventenni, registravano un CD autoprodotto che prometteva molto più di quanto riuscisse ad offrire. I segnali erano incoraggianti, anche se l’ampio raggio di riferimenti dichiarato dava vita, di fatto, ad una gradevole seppur non originalissima forma di canzone imbastardita con il post rock. Tre anni dopo il gruppo veronese si è accasato presso Manzanilla, ha ideato un bellissimo quanto essenziale packaging di legno apribile (il titolo dell’album è, d’altra parte, “Verdelegno”) ma soprattutto è riuscito finalmente ad esprimere con un linguaggio originale (e una ricerca sui suoni adeguata alla bisogna, le voci in particolare) le belle intenzioni manifestate all’epoca. Questo album, il primo con i crismi dell’ufficialità, si muove etereo in territori fiabeschi da primo progressive (ci viene in mente al volo un paragone con i  Kleinkief dell’ultimo disco, in tal senso) ma con un senso della misura che si manifesta, più che attraverso i flauti (splendido comunque il loro ingresso in “Vieni su”), attraverso una sensibilità folk e una leggerezza che in “Toracebrace” lambisce le follie più eteree del tropicalismo e allo stesso tempo fa venire in mente gli Animal Collective, quelli da falò intorno al fuoco. Un bel disco pop (“Ho prugne nella testa” è una canzone di antica regalità), d’altri tempi (nel senso che funziona a prescindere dal contesto temporale), terso, ispirato, apparentemente fragile ma in fondo piuttosto robusto, proprio come il legno che lo incornicia.

 

Alessandro Besselva Averame

 

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Recensione "Raro"

 

Un progetto molto interessante quello di questo trio veronese. Gli Ancher sono Zeno Baldi, Giulio Deboni e Tobia Poltronieri, tre giovani musicisti che dopo cinque anni di esperienze musicali tra Italia e Europa giungono qui al loro primo disco. Accattivante e curioso fin dal packaging (una confezione artigianale di legno di pino austriaco, marchiato a mano, unica per forza di cose in ogni sua copia), l’album fonde stimoli musicali profondamente diversi in una coraggiosa trasversalità stilistica difficile da realizzare, da equilibrare. Gli Ancher ci riescono grazie ad una sensibilità artistica non comune, riuscendo a far quadrare il cerchio tra influenze di musica carioca, stimoli psichedelici, ambient elettronici alla Sigur Ròs, bagliori acustici di musica folk. Su questo straniante, ma affascinante tappeto si innesta un cantato obliquo per gusto melodico, certamente ancora acerbo a livello interpretativo, ma già maturo nella ricerca di sentieri musicali non comuni. Un disco che ha bisogno di essere lasciato decantare, che si apprezza pienamente solo dopo diversi ascolti, che svelano anche il grande lavoro produttivo e l’ampia varietà di strumenti utilizzati (chitarre elettriche, percussioni, banjo, flauto, theremin e persino un segaccio musicale). Un lavoro che ambisce a creare un luogo lontano dagli isterismi urbani, immerso nella natura, alla ricerca di una dimensione più attenta, profonda e condivisa dell’esperienza musicale.

 

Andrea Raimondo

 

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Recensione "Ondalternativa"

Ed improvvisamente la stanza è piena di alberi. Alberi di un legno diverso, quasi innaturale. La stanza si colora di legno verde o come direbbero i Veneziani Ancher di un color “Verdelegno” (non a caso titolo del loro progetto discografico).

Per chi ascolta i Sigur Ros, non sarà difficile notare qualche richiamo. Probabilmente anche i viaggi in Islanda – Heima del succitato gruppo – hanno aiutato a dare vita a questo sound. Gli Ancher con questo disco ci portano per mano in un mondo troppo poco vissuto dalla maggior parte degli esseri umani inghiottiti da contaminati centri urbani. Ci fanno viaggiare in luoghi dove il tempo è scandito dall’alba e dal tramonto. Dove la natura e i maglioni a collo alto la fanno da padrona. Dove il vento che senti sul viso non viene da un climatizzatore. Cantato e poi quasi interamente doppiato “verdelegno” può aggiudicarsi la possibilità di diventare una perla rara. Un disco apprezzato non dai più, ma amato da chi lo capirà. Pochissimi o quasi inesistenti alterazioni dei suoni naturali (sia per gli strumenti che per la voce) per eliminare ogni tipo di filtro tra i componenti del gruppo, la natura che descrivono e noi.

Solo così possiamo immaginarci di essere in quei boschi ad ascoltare,cantare e soprattutto capire realmente cos’è VERDELEGNO! 
Complimenti ragazzi, continuate a farci sognare…

 

Kipling

 

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Recensione "Nerdsattack"

 

Prima di tutto la confezione, la custodia è una speciale realizzazione artigianale di legno di pino austriaco, marchiato a mano per rendere ogni copia unica. Gli Ancher sono un trio veronese al debutto con dieci tracce lavorate e registrate tra Verona, Venezia, Graz e Reykjavik, luoghi e paesaggi solo apparentemente lontani e dissimili, uniti invece dalla grazia e dalla melodia sprigionata in punta di piedi, con fattezze post rock ma con la radice ben salda alla tradizione folk. Cantato splendidamente in italiano, scritto ambiziosamente su spartiti colti e volutamente elevati, ‘Verdelegno’ è soffuso, morbidezza in una continua curva dell’anima, sapiente nel saper convogliare armoniosamente strumenti solitamente atipici (theremin, filicorno, flauto, archi…) senza mai annoiare o affogare nella superbia o nell’arroganza artistica. D’altri tempi e d’altri mondi. Per quelli col cuore in viaggio, sempre. [****]

 

Emanuele Tamagnini

 

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VERDELEGNO - Novembre 2011




  1. E' arrivato accordatore
  2. Ninna Nora
  3. Toracebrace
  4. Ho prugne nella testa
  5. Vieni su
  6. Tiglio
  7. Ferma foglia
  8. Sai è da quando
  9. Oliva
  10. Gnao

Acquista Verdelegno
nel cofanetto di legno
in formato digitale

Nell’arco di varie stagioni, tra freddi silenzi stiriani, umidi inverni veneti, e luminose albe islandesi, è cresciuta una pianta multiforme; ogni sua radice affonda in terreni diversi nel colore e nel carattere, ma i suoi rami e le sue foglie cantano insieme.

Veglie un pò stonate – mirti senza pace – davanti al crepitìo del fuoco, ascoltando il verdelegno che brucia e lascia nel torace la sua brace.

Un treno a vapore che parte e porta in sentieri naturali, tra arpeggi acustici, riverberi lontani, lame elettriche, calde viole, tintinnii e cristalli, malinconici canti di balena, punte d’ottone, liquide armonie, morbidi prati all’ombra.

Sogni nella neve che aspettano il sole, a metà strada fra il ricordo di tempi passati e visioni colorate di giorni futuri.

Testi

















Booklet

Registrato nello studio „Sotto il Mare“ di Povegliano (Vr) da Francesco Ambrosini nell’agosto 2010 con l’aiuto di Ettore Magliano.
Sovraincisioni aggiuntive registrate a Reykjavìk, Graz e Roverè 1000 tra i mesi di aprile 2010 e febbraio 2011.
Mixato e prodotto da Francesco Ambrosini e ANCHER a Roverè 1000, al camino, nel febbraio 2011.
Masterizzato da Maurizio Giannotti presso il “Newmastering Studio” di Milano nel mese di maggio 2011.

Disco composto e arrangiato da ANCHER tra Verona,Venezia, Graz e Reykjavìk.

ANCHER
Zeno Baldi, Giulio Deboni, Tobia Poltronieri.

Musicisti ospiti
Mark Pagnozzi: Violino (2,4,6,8,9)
Federica Furlani: Viola (2,4, 5-9)
Nicola Monti: Contrabbasso (3, 7-9)
Luca Perrone: Tromba e Flicorno (3,4,7,9)
Federico De Vittor: Vibrandoneon (7)

Il testo di “Ho prugne nella testa” è di Eleonora Baldi.
Concept, grafica e artigianato di ANCHER.

Un ringraziamento speciale a Francesco Ambrosini, Filippo Brugnoli, Erik Righetti, Ludovico Chincarini, Ettore Magliano,Franco Manzini e Michele Perazzoli, Rossana Savino, Michele Nicoli, Roberto Nicolino, Luca Tacconi, Emporio Malkovich, Elisa Carrara, Linde Margrete Hassum-Olsen, Ana Blagojevic, le nostre famiglie, i musicisti ospiti e a tutti quelli che ci hanno ascoltato e seguito dal 2006.


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Etichetta
www.manzanilla.it
Ancher
Manzanilla
Booking
Michele
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In collaborazione con

Distribuzione
www.Audioglobe.it




ANCHER (Verona, Italy)


Il trio Ancher (Zeno Baldi - Giulio Deboni - Tobia Poltronieri) nasce in un viaggio del 2005 in Danimarca, all’uscita di un museo di quadri impressionisti dedicati a scene di pesca nordica.

I primi passi si muovono in direzioni post rock, con l’essenziale line up di due chitarre e batteria. I brani sono principalmente strumentali, con l’aggiunta sporadica di un cantato sobrio e sussurrato, inizialmente in inglese. Nel 2006 l’associazione culturale veronese Afide Sonoro offre alla band la possibilità di registrare un primo EP di pezzi originali (“Grembiule” – auto-prodotto) presso lo studio Sotto il mare di Verona.
Le strutture e gli arrangiamenti si arricchiscono di strumenti (banjo, theremin, segaccio musicale, farfisa, flauto, flicorno, archi…), mentre il ruolo del cantato (ora in italiano) diventa principale, armonizzando a più voci gran parte delle nuove canzoni.
La tematica naturale – sempre più presente nei testi, nei disegni, nelle immagini musicali – offre lo spunto per un lavoro realizzato nel 2009 per il “Filmfestival della Lessinia” (una rassegna internazionale di cortometraggi, documentari e lungometraggi sulla vita, la storia e le tradizioni in montagna).

E’ il video-concerto Tyto alba e la lumaca, 40 minuti continuativi di immagini e suoni fusi insieme sul palco, presentato poi anche in altre sedi (Onirica Festival ed Emporio Malkovich).
Si profila l’idea di un nuovo disco, ma le tempistiche risentono delle distanze geografiche: Il trio si spartisce infatti tra Verona, Venezia, Graz (Austria) e Reykjavík (Islanda), ritrovandosi dopo lunghe pause e unendo le proprie esperienze e composizioni in un lavoro di gruppo particolarmente multiforme. Dopo un periodo di prove bucoliche sui prati delle colline veronesi, gli Ancher tornano in studio nell’estate 2010, ancora “Sotto il mare”, per registrare, guidati dal prezioso e fidato fonico Francesco Ambrosini, l’album Verdelegno (Manzanilla/Audioglobe).
La ricchezza timbrica del sound e la quantità di strumenti e tracce per ogni canzone rendono molto lunga la fase di mixaggio, che si protrae fino all’inverno 2011, in un ritiro in una piccola casetta di legno nella località montanara di Roverè 1000, al camino, mentre fuori nevica.

Il disco di legno viene accolto entusiasticamente dalla critica di riviste specializzate (Mucchio Selvaggio, Rockit, Rumore, Blow Up), quotidiani (La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, L’Unità) e Radio (Rai 1, Onda d’Urto, Sherwood…), e viene presentato live in un Tour che comprende concerti e opening sets (ad es. Akron Family) iniziati nell’autunno 2011 e che proseguono nel 2012, varcando i confini italiani e spingendosi fino al Nord Europa.


English Version
The Trio Ancher (Zeno Baldi, Giulio Deboni, Tobia Poltronieri) is born in 2005, during a travel in Denmark. In 2006 Ancher records a first EP of own songs (Grembiule, self-produced) following post-rock/instrumental paths. During the following years, the sound of the Trio evolves in alternative folk/choral singing directions, adding instruments such as piano, banjo, theremin, singing saw, strings, etc.

After a period in which the three members were spread between Italy, Austria and Iceland, the band records (2010) a full-length Studio Album – Verdelegno (“Green-wood”) – and keeps working on it another year, mixing the tracks in a wooden house in the mountains, creating a special Art-Work for a wooden CD Box.

The Album is released on November 2011, by the independent Label Manzanilla Muica Dischi, and distributed by Audioglobe. This debut-Album earns enthusiastic reviews by many musical magazines, national newspaper (La Repubblica, L’Unità…), Radios (Radio RAI 1…) and Blogs.

Verdelegno Tour (2011/12) is the mixture of concerts and opening sets (e.g. Akron Family). After many concerts in Italy, this Tour continues in North Europe in Summer 2012.


Tel: +39 340 004 6396


Band: info@ancher.it


Booking: michele@manzanilla.it / vincenzo@grindinghalt.it


Ufficio Stampa: rossana@pitbelulla.com


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